DSCN0152
PINOCCHIO, VENT’ANNI DOPO

Come sapete, Dumas scrisse, dopo I Tre Moschettieri, il romanzo Vent’anni Dopo, dove i protagonisti si ritrovano invecchiati ma sempre indomiti. Proviamo a fare la stessa cosa con il romanzo Pinocchio. Sappiamo che il noto burattino alla fine del romanzo diventa un bambino vero. Cosa succede poi? Con la morte del babbo prosegue l’attività di falegname e la notte si mette a studiare, conseguendo, dopo molti anni , la laurea in matematica con una interessante tesi sulla logica. Degli episodi del romanzo originale riscriviamo il noto episodio del Gatto e della Volpe, coppia di truffatori che purtroppo non sono mai passati di moda, come lo ha testimoniato una nota canzone.
Quindi , Pinocchio decide di andare a trovare la coppia dei furboni, e racconta in breve al Gatto e alla Volpe la sua storia. I due raccontano che sono in pensione e vivacchiano telefonando alle vecchiette. A questo punto Pinocchio si rivolge alla Volpe e gli dice: Volpe, tra noi tre ci sono due persone per bene, mi sai dire chi sono? Purtroppo il terzo non è una persona per bene.
La Volpe ci pensa un poco e poi dice: caro Pinocchio, cosa dici? Siamo tutti e tre persone per bene! Al che Pinocchio esclama: Volpe, vuoi forse dire che sono un bugiardo? Allora sarei io la persona poco perbene? Attento a come parli, che ti denuncio e ti querelo! Su, dimmi chi sono le due persone per bene!
La Volpe questa volta non rispose subito, ma capì di essere in trappola: Se avesse detto che le persone per bene erano Il Gatto e la Volpe Pinocchio si sarebbe certamente offeso e non avrebbe certo perso tempo a querelarlo. Se invece diceva che le persone per bene erano La Volpe e Pinocchio, il Gatto se la sarebbe presa moltissimo e la loro amicizia si sarebbe irrimediabilmente incrinata, e addio lauti guadagni delle loro truffe, non gli restava, a malincuore, dichiarare che le persone per bene erano il Gatto e Pinocchio, ammettendo di essere un lestofante matricolato.
Quindi, con voce solenne disse: caro Pinocchio, le persone per bene, tra noi tre, siete tu e il Gatto.
Quindi Pinocchio ottenne il suo scopo di far ammettere alla volpe di essere un delinquente. Certo, tutto si basava sulla prima affermazione di Pinocchio, che diceva che di persone per bene ce ne erano due, mentre, come tutti sappiamo, tra i tre l’unica persona per bene era Pinocchio.
Ma anche se la Volpe avesse detto la verità, cioè che i delinquenti erano il Gatto e la Volpe, avrebbe ottenuto due effetti negativi: il Gatto se la sarebbe presa di essere definito delinquente dal suo amico Volpe, mentre Pinocchio avrebbe comunque obiettato che dicendo che le persone per bene erano una sola, mentre Pinocchio aveva detto due, gli dava del bugiardo e avrebbe ottenuto una caustica risposta come quando la Volpe aveva impulsivamente risposto la prima volta dicendo che tutti e tre erano persone per bene.
Commento: partendo da una affermazione falsa, cioè che vi fossero due persone per bene nel terzetto, quella che tutti i lettori di Pinocchio ritengono la verità, cioè che Pinocchio fosse una persona per bene e il Gatto e la Volpe due lestofanti diventa uguale alla prima grossa menzogna della Volpe, cioè che tutti e tre erano persone per bene; quindi, partendo da una falsità anche le ipotetiche verità diventano falsità.

I matematici lo sanno benissimo, moltiplicando i valori di vero e di falso.
Se a “vero” diamo valore 1 e al “falso” diamo il valore zero, abbiamo:
vero x vero = 1 X 1 = 1 = vero
falso x falso = 0 x 0 = zero = falso
falso x vero = 0 x 1 = zero = falso
vero x falso = 0 x 1 = zero = falso

2 thoughts on “PINOCCHIO: VENT’ANNI DOPO

Comments are closed.